A Green future to build

“Progetto Guarene”, la fine dei lavori del primo caso studio GBC Historic Building

Termineranno il 30 settembre, nei giorni finali della vendemmia 2015, i lavori di ristrutturazione del rustico di Guarene (CN), nell’area piemontese di Langhe-Roero Monferrato, divenuta Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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L’intervento, interamente in bioedilizia, era iniziato a gennaio 2014, dopo 6 mesi di progettazione, ed era stato individuato da GBC Italia come primo caso studio, a livello nazionale, per la valutazione del nuovo protocollo GBC Historic Building, che applica i criteri di sostenibilità del mondo LEED al recupero di edifici con valore storico e testimoniale. Tipico rustico piemontese di metà ‘800, con un corpo centrale risalente a fine ‘600, il rustico di Guarene si prestava al test per la sua ottima replicabilità. Non si tratta infatti di un edificio monumentale, ma di un classico esempio di “architettura spontanea” di matrice contadina, come in Italia se ne possono trovare a migliaia. Ma che, proprio per questo, conserva un valore di testimonianza di tecniche, materiali e preziosi saperi costruttivi del passato, di cui è utile tenere traccia per valorizzare – anche dal punto di vista turistico - territori ricchi di storia e di cultura materiale. Da qui la scelta di farne un caso studio di quanto è oggi possibile fare per riqualificare il patrimonio edilizio esistente, senza consumare nuovo suolo, come richiesto dalle direttive europee.

 

Progetto Guarene” ha visto impegnata la start up torinese Greengrass Bioedilizia, che opera come appaltatore generale, per 20 mesi di cantiere, per completare un intervento su 500 metri quadrati complessivi e 1.000 mq di giardino, con una forte valenza “dimostrativa”. L’edificio ospiterà infatti una parte residenziale, due B&B e, nell’ex fienile, l’ufficio del network di comunicazione Greengooo! New Media Production e la cantina dei prodotti e vini biologici del progetto Greencommerce. I B&B, in particolare, avranno la funzione di far “toccare con mano”, agli ospiti, i benefici di salute e comfort di una bioedilizia rigorosa, realizzata interamente con materiali naturali, molti dei quali recuperati dall’edificio esistente: tetto interamente ricostruito in massello di castagno piemontese, vecchie travi smontate e ricondizionate per i solai del piano inferiore, l’eccedenza dei coppi antichi utilizzata per realizzare vespai areati, intonaci a calce naturale o argilla recuperata dal cantiere stesso, mattoni in calce e canapa, vernici naturali e impregnanti a base di agrumi.

 

L’intervento sarà presentato ufficialmente con un evento di inaugurazione a fine novembre. Le immagini dell’avanzamento lavori sono disponibili sulla pagina Facebook della Greengrass all’indirizzo www.facebook.com/greengrassbioedilizia    

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